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4 tiri con ....
IL TALENTO DI MORGAN CROCE
a cura di Pie Benedetti
Chi o cosa ha fatto sì che ti avvicinassi a questo gioco?
Ho iniziato a giocare a Subbuteo a 8 anni nel 1978, grazie a dei carissimi amici del paese dove andavo con la mia famiglia nei fine settimana e dove tutt’ora vivo. Da bambino per ristrettezze economiche non ho mai posseduto la scatola intera (Club Edition) e il primo campo vero (dopo aver giocato sopra una coperta con le parte fatte da batterie stilo messe in verticale) me lo disegnò mia madre su un panno verde. Le mie prime due squadre furono la Fiorentina (HW) e il Milan (Zombie). Oggi, da piccolo collezionista, posseggo finalmente una “Club Edition” anni ’70 immacolata.<p></p>
Vecchio panno verde, righe laterali storte, porte World Cup con reti colorate, recinzioni verdi con vecchie pubblicità, portieri con braccia all’indietro, ma soprattutto vecchie basi HW: sensazioni…
Amo il vecchio materiale Subbuteo, che oggi colleziono e che nei primi anni ’80 trafugavo alla Standa, perché non sempre potevo comprarlo (una sorta di mia visione dell’esproprio proletario). Poi, per inclinazione personale, ho sempre cercato di dare una parvenza di serietà anche alle partite con amici e quindi mal sopportavo linee storte, porte che volavano via e tutto quello che era un po’ approssimativo (palloni rotti, giocatori rincollati etc.).
Campo Astropich, listelli di legno come recinzioni, porte di ferro, portieri terminator, ma soprattutto basi di nuova generazione: sensazioni…
Il primo Astropich della mia vita me lo regalò mia nonna nel 1984 e l’emozione fu veramente grande. Finalmente i giocatori che usavo (LW) non rimanevano più intrecciati nei peli alzati dei campi in panno e finalmente le righe erano dritte. Adoro tutti i modelli vecchi delle porte Subbuteo, ma , credo, che le porte prodotte da Marinucci siano le più belle e funzionali mai viste in 27 anni sui campi da gioco. Poi, credo, che con un po’ di fantasia anche con materiali non Subbuteo si possano creare dei campi bellissimi (ci tengo a dire che quelli di Roma li ho progettati io).
Dalla nascita del Subbuteo ad oggi si possono distinguere almeno 6 periodi nei quali questo gioco ha vissuto alti e bassi: gli esordi commerciali negli anni ’60, l’evoluzione di massa negli anni ’70, lo sviluppo e la crescita negli anni ’80, la ripresa nella seconda metà degli anni ’90 ed infine i giorni nostri. Se tu potessi fare un passo indietro in quale di questi periodi ti piacerebbe iniziare nuovamente a giocare?
Ho dei bei ricordi dei primi tornei ufficiali giocati:”Guerin Subbuteo” 1983/1984/1985 giocati con squadre Zombie. Poi fino al 1991 ho giocato solo con i miei amici svolgendo un’attività frenetica con tanto di federazione interna, campionati, multe, stipendi agli arbitri, calcio-mercato, pagando soldi veri per il nome di un calciatore. Conservo ancora tutti i quaderni che documentano questa storia. Poi nel 1991, grazie ad un torneo organizzato dalla F.I.C.M.S. insieme al “Corriere dello Sport”, spinto dai miei amici (perché ero il più il forte…), mi sono inserito nell’attività ufficiale. Tutto questo per dire che amo giocare a Subbuteo, o meglio, amo spingere una base a punta di dito e quindi conservo un bel ricordo di tutti i momenti passati sul campo verde dal 1978 ad oggi, non vivendo come un trauma i cambiamenti ma comunque criti candone alcuni aspetti. Peccato che mi “impediscano” di giocare nei tornei di Benedetti perché fosse per me parteciperei a qualsiasi manifestazione a punta di dito
Insieme alla passione per il Subbuteo coltivi anche quella per il calcio, so che giochi come portiere in una squadra. Ci sono emozioni differenti nel parare in un campo da calcio piuttosto che in uno di Subbuteo?
Sono 25 anni che faccio (o meglio sono) un portiere dilettante. Ho giocato in seconda e prima categoria, in Promozione e in Eccellenza ora gioco in prima categoria e alleno i giovani portieri al Centro Tecnico Federale a Roma. Questo ha limitato molto la mia attività subbuteistica. Inutile dire che il portiere è uno dei miei punti di forza a Subbuteo. Pur avendo giocato, a calcio, anche davanti a 4.000 persone, avverto più tensione durante una partita di Subbuteo, dove la concentrazione non può venire meno neanche per pochi istanti.
Che cosa butteresti giù dalla torre, lapidi o basi di nuova generazione? Perché?
Solo i “Toccer” butterei giù dalla torre, ma ci tengo a sottolineare che, pur essendo bruttissime le Sport Figures (lapidi) tendono, comunque, a mantenere intatte le caratteristiche tipiche del Subbuteo di una volta (vedi le piroette o girelli). Ed è il motivo principale per cui ci gioco.
Se tu avessi la possibilità di invitare a casa tua qualsiasi giocatore straniero o italiano (escluso i compagni del tuo Club) per giocare un’amichevole di Subbuteo, chi sceglieresti e perché?
Premetto che ci sono giocatori (molti) che più che starmi antipatici, mi fanno tristezza (che è peggio) per come giocano, come si comportano, come vestono, per la loro dabbenaggine e ottusità mentale lampante. Per alcuni ho simpatia di primo impatto, per pochi altri ho sentimenti d’affetto (tra questi Gianluca, Matteo, Roby, Mario, Luca C., Alex, Roby II, Pio G., Ivano, Marco, Andrea, Bruno, Massimiliano, Efrem, Alessandro, Marzio Angelo, Simon Giorgio,Enrico, Emanuele e molti dei pochi ragazzi con cui gioco a Roma il mercoledì).
Qual è l’azione più bella che hai visto fare ad un giocatore di Subbuteo?
Amo le giocate spettacolari e sono pochi quelli che le fanno. Rimasi incantato nel ’98 da come giocava Sobral (Port.) e a memoria cito tre giocate che mi sono rimaste impresse: un goal subìto a Napoli da M. Bolognino con un tiro al volo da posizione impensabile, un aggancio stratosferico di M. Nastasi, contro di me, con la palla a meno di un capello da un mio giocatore e lui dalla difesa che accosta senza spostare di un niente la palla, come aver scalato l’Everest. Mi impressionarono anche due o tre mosse difensive che mi fece P. Finardi nella finale che ho vinto contro di lui a Genova (2004). Per ultimo mi esalto per tutti i miei goal da lontano (uno ci salvò al golden goal per non retrocedere nel primo spareggio con Bergamo - Dolo 2001).
Dall’alto della tua esperienza che consigli potresti dare ai ragazzi più piccoli che si avvicinano oggi a questo gioco?
Ho insegnato a giocare a Subbuteo a J. Di Sora (Campione d’Italia under 15 2003), N. Adabire (ha partecipato a due Mondiali), H. Veraghen (Campione Regionale under 15 2001), L. Santomauro (ha vinto un Nazionale a Rimini), tutti ragazzi del mio paese che però hanno smesso alla prima erezione e al primo bacio sulla lingua. Il consiglio, che vale per ogni cosa a cui uno si dedica, è che se si fa una cosa penso si debba cercare di farla il più seriamente possibile, quindi con impegno, dedizione, costanza e amore a prescindere dal livello a cui uno si trova.
Hai qualche giocatore da porre come esempio per i più giovani?
Non ho nomi da farti perché, perché per me l’esempio può essere un giocatore, non solo per il suo gioco, ma anche per la persona che è, ed è difficilissimo trovare un grande giocatore e una grande persona allo stesso tempo
Da quando hai iniziato a giocare fino ad oggi si è mai affievolita la tua passione per questo gioco?
Ho avuto pause più o meno lunghe (1 anno, 6/8 mesi), ma mai per un calare della passione, ma per problemi logistici o pratici. Il Subbuteo sarà sempre una costante della mia vita.
Bravura e abilità in questo gioco sono il frutto esclusivo di allenamenti quotidiani, oppure contano molto anche le doti naturali?
L’abilità tecnica espressa con estrosità come in alcuni sport è in parte, anche, un dono naturale. Io, che credo, anzi so di essere un giocatore “estroso” necessito di molto allenamento per trovare il mio standard. La differenza, comunque, la fa sempre la testa. Con l’allenamento puoi raggiungere livelli altissimi di tecnica, ma non basta.
Da poco si sono svolte le elezioni che hanno decretato il nuovo direttivo della FISCT. Senza entrare nel merito di nomi e programmi, da tesserato FISCT hai delle idee o proposte che potrebbero essere utili per migliorare il nostro movimento?
Come ho sempre sostenuto dico il nome di una sola persona, che per capacità e per l’aspetto umano meriterebbe di stare in qualsiasi direttivo della Federazione: G. Galeazzi. La cosa che più mi innervosisce e che non farà mai diventare una cosa seria e professionale il Subbuteo è l’approssimazione del materiale che si trova ai tornei. Vorrei uniformità come, per esempio, nel biliardo e nel ping pong (Astropitch tutti diversi, porte diverse di cui alcune improbabili e improponibili, altezza dei tavoli senza logica, spazio dietro le porte sempre diverso, temperature inadeguate). Se faccio 1000 km per fare un torneo, vorrei trovare un campo identico a quello in cui mi alleno. Poi alcune regole le trovo penalizzanti per la bellezza del gioco e quindi vorrei fosse ripristinato il tiro al volo su fallo laterale, che non ci sia obbligo di stop quando uno gioca dietro la porta avversaria, ma solo se, a discrezione dell’arbitro, ostruisce la manovrabilità del portiere. Se subisco una carambola, la palla finchè non esce è mia e vorrei provare a intercettarla, far scendere a 5 secondi il tempo per fare le mosse e mantenere 10 secondi solo dopo un goal e su rimessa dal fondo; metterei anche l’obbligo di dare premi dagli ottavi di finale
C’è qualcosa che non ti piace o vorresti cambiare all’interno del nostro movimento?
Oltre alle cose accennate prima, mi piacerebbe che si svolgesse un’attività più intensa a livello Regionale (parlo del Lazio) e che si svolgessero tornei anche di Sabato, perché, oltre a me ci sono altri ragazzi che tutte le domeniche giocano a calcio, ma anche per quelli che la Domenica vanno allo stadio. Chiaro, uno ogni tanto, giusto per dare a tutti la possibilità di giocare anche in inverno.
Che ne pensi di stage organizzati dalla Federazione in cui i giocatori con maggiore esperienza possano incontrare quelli meno esperti, insegnar loro tecniche e trasmettere esperienze?
Secondo me molti valori determinati dalle classifiche sono relativi, quindi non credo che sia facile per la Federazione stabilire quali giocatori potrebbero insegnare (oltre ai 2/3 mostri sacri) e sicuramente molte valutazioni fanno poca attività, ma sono fortissimi (Andrea Casentini è più forte di almeno 5 dei primi 8 della classifica); tra l’altro ho arbitrato la finale di un Master Mondiale a Napoli, ma oltre ai due finalisti (Nastasi e Bolognino) c’erano alcuni giocatori (anche stranieri) che nel C.C.T. Roma farebbero sicuramente panchina. Quindi penso che, partecipare ai tornei, vedere, anche quando si arbitra, come giocano gli altri, rubare con gli occhi, può diventare una forma di apprendimento funzionale. Poi è chiaro, se hai la fortuna di essere amico e allenarti con Renzo Frignani (l‘unico subbuteista a cui ho chiesto l’autografo) bene per il fortunato.
Visto che sei uno dei protagonisti della serie A di CT, potresti parlare del tuo Campionato, magari individuando un Club favorito?
Io ho giocato solo in seria A e più di 100 partite (se non avessi giocato a calcio, non so quante sarebbero state). Sono orgoglioso di averle giocate tutte nel C.C.T. Roma che è il Club insieme alla Stella Artois Milano che non ha mai disputato la serie B. Il livello è altissimo, ma non condivido, pur capendola, la politica di alcuni Club che ingaggiano giocatori solo per vincere. Noi abbiamo spesso rinunciato ad ingaggiare “alcuni” giocatori anche se ci avrebbero probabilmente messo in condizione di fare un salto di qualità. Con loro avrei e avremmo come squadra, avuto difficoltà a trovare un’intesa sotto l’aspetto umano, etico e ideologico. Ad oggi, l’unico club (oltre il mio) con cui giocherei in serie A per questi motivi, è Milano. Nelle categorie minori giocherei con la Freekickers.
Nella serie B e C conosci qualche squadra o giocatore emergente?
Nell’ultima serie A a Torino dove si svolgeva anche la B ho avuto più piacere, quando non giocavo o arbitravo, a sbirciare sui campi di B e senza parlare del Club di Falconara, credo che ci siano molti giocatori validi sia in B che in C (Mazzeo, Dogali, Russo, Schiavone, Benvenuto e sicuramente altri che non conosco).
Se dovessi partire per un lungo viaggio che ti tenesse lontano da partite e tornei, metteresti nella valigia il Subbuteo per evitare “crisi di astinenza”?
Viaggio molto e metto sempre la squadra in valigia nella speranza di trovare un torneo o qualcuno che giochi in chissà quale parte del mondo.
Da pochi mesi troviamo sugli scaffali dei negozi di giocattoli il nuovo Subbuteo. La consideri una buona o una cattiva notizia?
Non so se ti riferisci alle scatole nere o a queste nuove sagome, comunque, secondo me, può essere solo una cosa positiva che un gioco così bello (seppur con le sue varianti), così completo (abbina aspetto tecnico a quello mentale) sia in commercio. Il problema è la scarsa diffusione e che le famiglie e i ragazzi assorbano passivamente ogni forma di pubblicità, ed è chiaro che una società subdola come questa, non pubblicizzerà mai un gioco che porterebbe le giovani menti a ragionare e a pensare. Meglio avere, oggi, degli automi che spingono meccanicamente i tasti della Playstation e che, domani, saranno degli automi in qualche catena di montaggio o in qualche banca.
Secondo te è utile per un giocatore principiante partecipare ai tornei in cui da subito si incontrano giocatori molto più forti, col risultato di giocare solo 2 o 3 partite con tanti goal subiti e subito a casa.
Secondo me, il confronto con giocatori più forti è una delle possibilità maggiori per potersi migliorare e crescere. E’ chiaro che però sarebbe importante, per giocare di più, creare dei tornei di consolazione con premi e punti per quelli che vengono eliminati subito. Importante è non dare un grosso peso alle sconfitte iniziali e giocare, non per il risultato finale, ma per vedere partita dopo partita i veloci o lenti miglioramenti.
Parole in libertà…
Grazie di avermi coinvolto e scusate per la lunghezza delle risposte!
Un abbraccio
Morgan Croce